Google Glass: intevista a Davide Pedretti Biagioni

images Per la sezione Google Glass, abbiamo intevistato Davide Pedretti Biagioni.

Davide è un esperto informatico, titolare di DIGITAL LANDS, appassionato di nuove tecnologie e anche di realtà aumentata, ci racconterà che cosa pensa e la sua esperienza come Google Glass Explorer.

Q: Innanzi tutto grazie mille Davide della disponibilità per l’intervista. Partiamo con qualche domanda “banale”, la prima che mi viene in mente è sono pesanti da portare?

R: Figurati Gianmarco. Grazie a te. No, non sono pesantissimi, li si sente, ma non danno particolare fastidio anche se il peso è tutto sul lato destro.

D: Chi ha problemi di vista, tipo me, esistono già le lenti correttive?

R: Esistono montature sagomate con il taglio per installare il visore, sicuramente a breve con l’accordo di Luxottica e Google usciranno molte più cose.

D: Quanto costano di preciso?

R: Il costo è di 1500$, basta essere maggiorenni, vivere negli USA e avere un indirizzo di spedizione.

D: Pensi che valgano questo prezzo?

R: Il prezzo di costruzione è di 80$ non valgono 1500$, ma sono un oggetto con infinite possibilità per ora molto limitato a visore esterno.

D: Pensi che una volta avviata questa tipologia di AR, la wereable, non esisteranno più gli smartphone?

R:  Credo che cambierà il paradigma, l’integrazione dei dispositivi sarà maggiore e ci sarà meno differenza di funzionalità, vedi ora gli smartwatch.

D: Distraggono dalla vita reale?

R: Sono stati studiati bene, infatti il visore è sopra l’asse della vista e bisogna “cercarlo” quindi non interferisce in alcun modo con la visione del quotidiano.

D: Quali sono secondo te i pro dei Google Glass?
Sono un gadget strafighissimo, per il futuro sono un nuovo mondo che si apre, dipende da chi svilupperà app e quanto sarà creativo.

D: E i contro?

R: Hai paura di romperli, io li porto sempre e con i bimbi abbiamo dettato regole ferree. Dal punto di vista sociale ho amici che si trovano a disagio, pensano che li spii sempre ;)

D: Puoi raccontarci una tua piccola esperienza con i Google Glass?

R: Per ora l’utilizzo è stato limitato alle app ufficiali mail, Google+, foto, video, fitness e poco altro, a breve inizierò ad installare app non ufficiali per dei progetti che stò realizzando, in particolare in ambito di microchirurgia oclulare. Dal lato vita privata poche persone li notano, ma appena se ne rendono conto, rimangono basiti, quasi increduli e i più rimangono a distanza; i più temerari chiedono informazioni e sono contenti. Durante la Fiera del mobile di Milano ho passato circa 6 ore a mostrarli, raccontare e a far provare gli occhiali, ma il target era MOLTO diverso, per lo più stranieri, che sono più abituati a questo tipo di nuove tecnologie.

D: Pensi che possano violare la privacy? Perchè?

R: Io non sono molto a favore di un generico concetto di privacy, se io posso sapere cose che tu pubblichi non è violazione della privacy, quindi il discorso del riconoscimento facciale và di per se, ovviamente se invece fotografo o filmo senza autorizzazione situazioni private, questo è si violazione della privacy, ma mi ritorna in mente il vecchio problema del suono del cellulare quando scatti una foto, vedi i primi smartphone e le paure di essere fotografati nudi negli spogliatoi.

D: Se ti dico marketing come pensi che ad esempio possano essere utilizzati?

R: Ho preso due clienti grazie agli occhiali, solo perchè li avevo e quindi sono uno bravo.
Io equiparo i Google Glass ad un cellulare, ma che hai sempre in mano ed è acceso quindi è solo nel chi fornisce e progetta il servizio che deve essere demandato il problema.

D: Secondo te quali sono i campi di applicazione per i Google Glass?

R: In particolare li trovo molto adatti per mostrare informazioni ai medici che operano, in modo non invasivo e che permetta di non distrarsi.
Altri campi sono la reportistica editoriale, anche l’aspetto ludico non è da sottovalutare, un gioco di AR come piò essere Ingress o similari potrebbero avere grandi risultati.

D: La nascita di app come Wikitude per Google Glass o Layar costituirà un nuovo modello di business per l’AR?

R: Ho installato Field trip, dello stesso gruppo di Ingress, e nononstante i suoi problemi presenti anche nella app per mobile, è ragionevole pensare che veicolare informazioni “augmentate” sul territorio renderebbero questo oggetto ancora più appetibile. Ho letto di un’app sviluppata ad hoc per una mostra a N.Y. che permette ai visitatori di avere dettagli maggiori e sentire le spiegazioni direttamente sugli occhiali rendendo la partecipazione all’esperienza artistica decisamente maggiore e migliore.

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Per trarre una conclusione i Google Glass ora sono solo un bel gioco, come l’ultimo smartphone di turno o l’ultima consolle. In futuro ci saranno possibilità infinite e campi di applicazioni uniche. Ovviamente siamo agli albori, siamo in fase explore, come dichiara la stessa Google, quindi, possiamo solo aprire la mente e lasciare che questo nuovo ed innovativo oggetto prenda il volo.
In un futuro spero in un interazione anche con l’utente non solo dal lato vocale, ma anche potendo interagire con le mani posizionandole davanti agli occhiali per “cliccare” dei comandi.
Vediamo cosa accadrà.

 

 

 


Author: Gianmarco

Laureato in Scienze di Internet/Informatica per il Management, Bolognese, geek, appassionato di social media. Sul mio blog notizie e app dal mondo dell'Augmented Reality.

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