Augmented reality: l’informazione è mobile

Il marketing sta iniziando a cogliere nell’augmented reality una grande opportunità. Grazie all’utilizzo di tag Rfid avanzati, infatti, oggi è possibile erogare tutta una serie di informazioni a valore aggiunto che ampliano la percezione della realtà percepita mediante la sovrapposizione di una realtà virtuale generata da un sistema di elaborazione che può essere un computer, uno smartphone e, in futuro, un qualsiasi prodotto allineato alla Internet delle cose.

Secondo Jupiter Reasearch il mercato delle vendite mobile Ar nel 2014 riuscirà a movimentare qualcosa come 732 milioni di dollari. Il rapporto intitolato “Mobile Augmented Reality: Forecasts, Applications & Opportunity Appraisal 2009-2014” identifica anche le varie applicazioni che sfruttano dispositivi che utilizzano Webcam, sistemi Gps, connettività broadband, sensori e che al momento sono una ventina (e che in un anno hanno generato circa 2 milioni di dollari).

Fin a qualche tempo fa il livello tecnologico dell’Ar non offriva molti margini di sviluppo: quello che si poteva fare era sfruttare un generico segnale Gps per intercettare un target in maniera indifferenziata. Oggi, grazie all’intelligenza integrata nei chip Rfid di nuova generazione, le informazioni erogate contribuiscono a un’esperienza di realtà aumentata molto più puntuale e mirata, che può raggiungere anche chi è sempre in movimento, in auto o in giro per un grande magazzino. Questo anche perché i chip attuali possono essere implementati ovunque: nei vestiti, nei veicoli o nelle scarpe. Adidas, ad esempio, ha sviluppato una collezione di scarpe che poste davanti a una Webcam dà accesso a un’area riservata di giochi interattivi in cui la scarpa funge da controller.
Anche Benetton ha lanciato una campagna Ar in cui qualsiasi persona può partecipare fotografando un codice con la Web cam che gli permette di entrare in un video animato in cui può muovere le immagini dei modelli, come se fossero un po’ dei burattini virtuali.

Secondo quanto riportato la business review americana Fast Company, nel 2020 almeno metà della gente vivrà un’esperienza in chiave Ar. Lo scenario prospettato è quello in cui la maggior parte delle persone andrà in giro munita di occhiali Ar, caratterizzati da diverse tipologie di montatura, trendy o più classica. Altri, invece, preferirannno adottare lenti a contatto speciali che offriranno l’augmented reality in modalità decisamente più ergonomica.

Gli osservatori dicono che è solo questione di tempo: quando il marketing riuscirà a capire le mille modalità applicative legate all’Rfid correlato all’uso della realtà aumentata si aprirà davvero una nuova esperienza di interazione e di comunicazione. Le sperimentazione portate avanti dai brand in ambito Ar al momento coinvolgono soprattutto gli utenti mobile.

La società di ricerca Future Laboratory, a questo proposito a condotto uno studio insieme al provider T-Mobile, su scala europea da cui è emerso che già due possessori su cinque di smartphone, quindi il 40% degli utenti, utilizzano il Gps integrato nei dispositivi per funzioni di navigazione. Stando allo studio in questione, saranno proprio i cellulari di nuova generazione e le applicazioni di realtà aumentata a fare da trainer, contribuendo a diffondere questa nuovo approccio all’informazione, partendo da una rivoluzione delle future esperienze di viaggio. Secondo gli analisti, infattti, la propensione è già in atto: il 59% delle persone intervistate che navigano su Internet dallo smartphone, infatti, ha dichiarato di sentirsi privilegiato dal fatto di poter accedere a determinate informazioni prima degli altri proprio grazie alla connessione mobile. A queste persone Future Laboratory ha dato addirittura un nome: digivores.

Già oggi esistono molte applicazioni Ar che sfruttano le tecnologie ormai comunemente presenti negli smartphone come Gps, accelerometri e fotocamere digitali per diverse finalità. Nearest Tube, ad esempio, è un’applicazione sviluppata per l’iPhone 3GS che consente di visualizzare in trasparenza sugli edifici e le strade di Londra l’ubicazione della più vicina stazione della metropolitana.

Un team dell’Istituto Fraunhofer di ricerca sull’informatica grafica (Igd), invece, ha implementato la realtà aumentata in occasione di una mostra tenutasi presso il Museo Allard Pierson di Amsterdam (Paesi Bassi). I visitatori hanno avuto la possibilità di fare una vera e propria passeggiata nella storia. Tra le numerose opere d’arte, infatti, è stato posizionato uno schermo piatto montato su una colonna rotante che proiettava lo spezzone di un’immagine sulla parete: una foto in bianco e nero delle rovine del Foro romano. Quando la colonna ruota verso destra, il visitatore assume una prospettiva completamente diversa.
I ricercatori hanno spiegato che la telecamera collegata al retro del monitor mobile è in grado di fornire informazioni sulla nuova panoramica visualizzata, ovvero le rovine del Tempio di Saturno. Gli stessi hanno aggiunto che, grazie all’animazione digitale, i visitatori riescono a capire quale doveva essere l’aspetto del tempio ai tempi in cui era integro. L’ulteriore rotazione della colonna offre altre informazioni ancora: foto e video di altri antichi edifici come ad esempio il Colosseo. Il team del Fraunhofer Igd ha testato questo tipo di visione anche in riferimento al progetto Itacitus (“Intelligent tourism and cultural information through ubiquitous services”), per il quale ha programmato un computer portatile in modo tale che potesse essere utilizzato come guida per la Reggia di Venaria. I ricercatori affermano che la nuova tecnologia dei telefoni cellulari potrebbe rivestire un ruolo essenziale per promuovere l’interesse delle persone in questo tipo di dispositivi e come l’avvento pervasivo degli smartphone suggerisca come l’augmented reality sia una tecnologia molto adatta al mercato di massa.

Abbiamo già illustrato a proposito dei Qr code o dei nuovi codici bidimensionali come i vendor ma anche gli enti turistici o le associazioni di categoria erogano diverse informazioni aggiuntive tipo la composizione del prodotto o il luogo di provenienza, oppure promozioni o annunci su determinate iniziative, quali manifestazioni, sagre o eventi. Questi turisti della realtà aumentata per Future Laboratory hanno un altro nome: supersumers.

fonte: http://rfid.thebizloft.com/content/augmented-reality-linformazione-%C3%A8-mobile

Ringrazio il prof De Marco per la segnalazione.


Author: Gianmarco

Laureato in Scienze di Internet/Informatica per il Management, Bolognese, geek, appassionato di social media. Sul mio blog notizie e app dal mondo dell'Augmented Reality.

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