Augmented Reality: è come la vita reale, ma meglio

Non dobbiamo rimanere troppo stupiti se, nel prossimo futuro, incontreremo qualcuno che ci spiega che il suo biglietto da visita non è solo carta, ma è un biglietto da visita in realtà aumentata.

Possiamo vedere un esempio al sito http://visualcard.me/, possiamo anche progettare il nostro biglietto da visita, infatti, con l’aggiunta di un marker speciale applicato al biglietto, una volta inquadrato da una webcam collegata a internet, non farà visualizzare solo i nostri contatti, ma anche un video o un clip audio.

Benetton  sta usando la realtà aumentata per una campagna che ha dato il via il mese scorso, in cui si sta cercando di trovare modelli tra la popolazione generale.

Augmented Reality – AR, solo recentemente è sulla bocca di tutti. L’idea è abbastanza semplice: prendere una scena di vita reale, o (meglio) un video, aggiungerci qualche dato esplicativo ad esso in modo da far capire meglio cosa sta succedendo, o dare indicazioni di dove si vuole andare.

L’AR in TV: Nello sport c’è da anni: lo slow-motion potrebbe essere descritto come una forma di realtà aumentata, dal momento che ci dà la possibilità di esaminare, più attentamente, ciò che è accaduto. Più recentemente, sport come cricket, tennis, rugby, football e golf hanno iniziato tutti a sovrapporre informazioni. Probabilmente l’uso più comune è nel football americano, dove  la first down line - la linea che la squadra deve occupare per continuare il suo attacco- si sovrappone nel tabellone per gli spettatori.

Ma questi esempi richiedono sistemi enormi. AR ha fatto i suoi primi passi nell’arena pubblica otto anni fa: tutto quello che occorrevano erano 10kg di potenza di calcolo – laptop, fotocamera, un potente processore-. La rivista americana Popular Science ne ha scritto un articolo nel 2002 – ma non si pensava all’integrazione con un collegamento perenne in Internet.

“Di AR se ne parla già da un po’,” dice Andy Cameron, direttore esecutivo di Fabrica, uno studio di design interattivo che collabora con la Benetton, “magari andando indietro fino agli anni ’70 dove alcune installazioni d’arte facevano sovrapporre spazi reali con qualcosa di virtuale.” Egli cita in particolare il lavoro pionieristico di Myron Krueger.

Ciò che è cambiato nel corso degli ultimi anni è che la AR è alla portata di tutti gli sviluppatori e la tecnologia è abbastanza potente da farne uso milioni di persone, spesso nel palmo delle loro mani.

Ringrazio il prof De Marco per la segnalazione.

fonte: http://www.usabilitynews.com/news/article6421.asp


Author: Gianmarco

Laureato in Scienze di Internet/Informatica per il Management, Bolognese, geek, appassionato di social media. Sul mio blog notizie e app dal mondo dell'Augmented Reality.

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