Sterling e Anderson: guru a confronto

Ci sono divulgatori, visionari, guru, chiamateli come volete, che li ascolti e…. rimani in religioso silenzio, estasiato, conquistato, convinto, accresciuto. Poi ci sono divulgatori, visionari, guru, chiamateli come volete, che li ascolti e…. basta.

È dura se ne trovi due, di entrambi i generi, nello stesso posto. Al Capri Trendwatching Festival 2009, uno dei rari eventi di questo tipo, organizzato dalla Fondazione Capri e che ha chiamato a raccolta i “cool hunter”, i cacciatori di tendenze, studiosi del futuro, in diversi campi: il fashion, il lifestyle, la tecnologia, per esempio.

È qui che ho avuto la fortuna di sentire il “nostro” (nel senso che vive a Torino e ha un blog su lastampa.it) Bruce Sterling e il mitico Chris Anderson, fondatore di Wired (tra le altre cose) e, un pochino, “nostro” anche lui visto che si dichiara affascinato dal sistema economico dell’Italia, probabile protagonista del prossimo libro sul valore delle piccole e medie imprese, e dall’ottima riuscita dell’edizione di Wired Italia.

Bruce Sterling è uno scrittore di fantascienza, uno dei fondatori del movimento cyberpunk, e un grande osservatore di ciò che ci circonda. A Capri ci ha raccontato di augmented reality e di cinque tendenze che dovremmo tenere d’occhio da qui in avanti: la cloud, la connettività diffusa, il web al quadrato, l’Internet degli schermi e quello delle cose. Tutte espressioni di uno stesso fenomeno: Internet ovunque e comunque, con qualsiasi mezzo. La connettività diffusa, appunto.

La rete è al centro di tutto, nella rete ci sono i dati, di tutti noi e i servizi: viviamo dentro una nuvola (cloud) di informazioni e noi stessi siamo le informazioni. Il web al quadrato è semplicemente l’estensione del web alle piattaforme mobili mentre, grazie alle tag, Internet sarà anche delle cose: tutto sarà connesso, e apparterrà alla nuvola. E sarà degli schermi: un’informazione rimbalzerà da un pannello autostradale al telefonino, senza distinzione. Tutte cose esistenti, ora, subito.

E poi Sterling racconta della augmented reality, un nuovo mondo in cui il virtuale si mischierà al reale, in cui rischieremo di dare la mano a un avatar. Non si creda di essere molto lontani, esistono già piccoli esempi e sperimentazioni di “realtà aumentata”. Già, esistono esempi, ma Sterling non soddisfa il nostro bisogno di sapere come cambierà la nostra vita realmente, e quando. Si mostra semplicemente stupito di fronte a qualche video su Youtube. Il suo intervento è stato tutto al futuro (inteso come verbo), troppo, e al condizionale, troppo.

Il giorno dopo è la volta di Chris Anderson, fondatore di Wired, la bibbia dell’innovazione, e scrittore futurista che ha previsto e spiegato molti fenomeni dell’economia mondiale. Anche lui, come Sterling, recita a memoria una lezione replicata all’infinito. Racconta dei contenuti del suo nuovo libro, Gratis, di come il concetto di gratuità cambierà l’economia portando esempi storici e attuali ben documentati e chiare e precise conclusioni su quale sarà il destino di prodotti e aziende.

In verità non ci dobbiamo aspettare di andare al supermercato e razzolare tutto ciò che ci capita a tiro senza pagare un euro ma potremmo, invece, trovare un prodotto in prova gratuita che servirà da specchietto per l’allodola-consumatore. Noi ci affezioneremo a questa azienda, che sembra essere così magnanima, e accetteremo che la stessa entri in casa nostra e ci offra altri prodotti e servizi, questa volta a pagamento.

È il concetto esteso, grazie alla rete, del vecchio sistema del viaggio “costa di più stare a casa” in cui si andava a fare una bella gita in autobus a poche lire per poi sorbirsi durante il tragitto un imbonitore che cercava di convincerci a comprare una batteria di pentole. È il concetto della svalutazione totale del costo del prodotto per una esaltazione del valore del servizio accessorio, della fidelizzazione. Il concetto di come tutto questo sarà possibile grazie alla globalizzazione internettiana.

L’impressione finale, riflettendo su entrambi gli interventi, è che forse sia più facile analizzare un fenomeno, spesso ricorsivo, come quello economico rispetto alla pura innovazione tecnologica. Probabilmente la Terra gira troppo velocemente ora, anche per i guru.

Ora, chi dei due ci ha convinto di più?

Fonte: http://www.lastampa.it articolo di VALERIO MARIANI


Author: Gianmarco

Laureato in Scienze di Internet/Informatica per il Management, Bolognese, geek, appassionato di social media. Sul mio blog notizie e app dal mondo dell'Augmented Reality.

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